Le Volte
A volte mi ricordo di un gran mercoledì che è stato troppo corto ed è finito giovedì. A volte poi risuonano come una volta ancora gli squilli del telefono che mandavo alla malora. A volte anche mi chiedo se è finita veramente o se è
A volte mi ricordo di un gran mercoledì che è stato troppo corto ed è finito giovedì. A volte poi risuonano come una volta ancora gli squilli del telefono che mandavo alla malora. A volte anche mi chiedo se è finita veramente o se è
Dimmi, dimmi, che vorresti? – Io vorrei essere il cielo. Sarai cielo, sarai cielo e io cielo insieme a te. Dimmi, dimmi, in cosa credi? – Credo solamente in te. E io allora sarò Dio solo per creare te. Dimmi, dimmi, che vorresti? – Io
Di tante strade conosciute, di tante frasi risapute cos’è che mi resta non so; delle domeniche di sole piene di noia e di parole cos’è che mi resta non so; e dei tuoi giorni amica mia di solitudine e allegria cos’è che il tempo salverà,
Io sono il foglio di carta sulla strada, che ad ogni soffio di macchina o di camion si erge e grida credendosi una spada: io sono quel foglio di carta e niente di più. Io sono la parola scritta su quel foglio, in un momento
Quello che non dovrebbe essere e che invece è, un gioco assurdo che mi coinvolge e coinvolge te, un arabesco di allusioni e di mezze parole, una continua guerra senza un vincitore, il tuo bisogno stupido di verificarti, provare su di me fino a dove
La tenda, il vetro, si vede solo un filo nero teso tra i muri e dopo il cielo. Un camion passa un po’ più sotto, un suono strano, come un motore che gira a vuoto. I colpi lenti degli operai dentro il mulino battono un
Le dieci di sera, prima la città e poi pian piano la campagna, luci estive e tu che parlavi in russo o in inglese, e il cielo da poterci scrivere come su una lavagna, le aperture banali e inquietanti di qualche paese. E poi macchie
Io piango il tempo della gioventù, il pino grande sulla piazza in paese, gli amici che non ci sono più, le ore e i giorni, mese dopo mese; io piango il tempo fatto di cristallo, che si è spezzato silenziosamente, non se n’è andato su