Il Giocatore

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Quello che non dovrebbe essere e che invece è,
un gioco assurdo che mi coinvolge e coinvolge te,
un arabesco di allusioni e di mezze parole,
una continua guerra senza un vincitore,
il tuo bisogno stupido di verificarti,
provare su di me fino a dove puoi esporti,
la tua commedia solita di innocente perversa,
i tuoi occhi chiari e grandi, in cui ti sei persa,
le scuse sempre pronte dietro un gesto da bambina,
le proposte suggerite dicendomi: indovina.

Non hai sbagliato i calcoli, hai scelto quello giusto,
uno da attaccare al muro come un manifesto,
inutile e vigliacco, pensiero di riserva,
io che me ne frego del mio io che mi osserva,
io che parlo d’altro, dei navigli e della nebbia
per ignorare te con lo schermo della rabbia,
non mi accorgo quasi più di un sorriso o un’occasione,
io che mi ribello e poi ritorno alla prigione
e anche se una volta ho le carte vincenti
passo la mano, perché il gioco vada avanti.
Tiziano Sclavi – “Nel buio” (Camunia, 1993)

Illustrazione di Piero Dall’Agnol.

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