Altai & Jonson - Strani Furti
Una storia a fumetti di Altai & Jonson completa da leggere! Ovvero… “Strani furti”, testi di Tiziano Sclavi e disegni di Giorgio Cavazzano, dal “Corriere dei Ragazzi” n. 14, 1976. Buona lettura!
Una storia a fumetti di Altai & Jonson completa da leggere! Ovvero… “Strani furti”, testi di Tiziano Sclavi e disegni di Giorgio Cavazzano, dal “Corriere dei Ragazzi” n. 14, 1976. Buona lettura!
Una storia a fumetti di Altai & Jonson completa da leggere! Ovvero… “Tram”, testi di Tiziano Sclavi e disegni di Giorgio Cavazzano, dal “Corriere dei Ragazzi” n. 12, 1976. Buona lettura!
Una storia a fumetti di Altai & Jonson completa da leggere! Ovvero… “Notte senza luna”, testi di Tiziano Sclavi e disegni di Giorgio Cavazzano, dal “Corriere dei Ragazzi” n. 10, 1976. Buona lettura!
Una storia a fumetti di Altai & Jonson completa da leggere! Ovvero… “Un flash coi fiocchi”, testi di Tiziano Sclavi e disegni di Giorgio Cavazzano, dal “Corriere dei Ragazzi” n. 7, 1976. Buona lettura!
Ero sobrio. Non bevevo da tre giorni. Ho ritelefonato a Viviana. Ha risposto lei. Ero sorpreso. «Pronto?» «Ciao, Viviana, sono io.» «Oh. La signora Addolorata ne ha appena dette due delle sue. “È una persona ben messa, molto salutevole.” Ma la più bella è: “lavora
Un telefono che suona. È nero, di vecchio tipo, ma questo non ci fa capire in che epoca siamo, che non ci sono più epoche. Dellamorte è sotto la doccia e non lo sente. Gnaghi, che ha appena finito di costruire il teschio di plastica
«Hai pensato al film?», gli grida dall’altra stanza, forse dal bagno. «Be’, ci sarebbe il nuovo Nightmare…» «Come? Parla più forte!» «Nightmare! Quello nuovo di Wes Craven!» Torna asciugandosi la faccia. «Scusa sai ma andava l’acqua…» «Dicevo, c’è il nuovo Nightmare…» «Ah, ma allora ho
Questa è la ballata della città di notte, del tempo che non passa, del buio che t’inghiotte, di ladri, di assassini e di altri tipi strani, di angoscia e di paura che non venga più domani. Questa è una ballata di illusione e di realtà,
La strada si era ristretta, i muri in alto incurvati fino a formare una galleria. E l’uscita, là, non era niente più di un buco. Oltre quel buco, Stavros lo sapeva, c’era il vero pericolo: la piazza. Almeno sessanta metri allo scoperto, al sole, senza