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La circolazione del sangue

La circolazione del sangue (Camunia editrice, 1995).
Scritto tra il 1982 e il 1983.
Copertina di Max Casalini, 334 pag.

DESCRIZIONE:
“Io stesso (o meglio, una delle mie infinite reincarnazioni in me stesso) vengo da un futuro remoto, mi materializzo della stanza. E questo racconto non è altro che uno degli infiniti racconti delle mie infinite morti, nella vana speranza che l’infinito raggiunga la fine. Mi vedo seduto alla macchina da scrivere. Respiro. Mi volto. Sparo”.
Così scrive il narratore di “La circolazione del sangue”.
In un uomo convivono più uomini, nella sua mente ragionano più menti: e la storia che l’uomo racconta delle proprie morti contiene anche le storie dei fallimenti del proprio killer (Dino, Dio, l’Io narrante?) “La circolazione del sangue” è un romanzo labirinto (onirico, surreale, psicanalitico) sul desiderio di morte, un romanzo di amori e miracoli impossibili; il romanzo della dolorosa, incessante reincarnazione di uno scienziato che credeva di aver inventato il sistema per studiare il proprio teschio e sapere, invece, che il pensiero (la piccola stella cadente, la minuscola supernova entrata nella sua testa) lo condanna a vivere e scopre non il proprio volto ma la propria anima.

Dalla quarta di copertina di “La circolazione del sangue” (Camunia, 1995)