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Archivio Zero

1977
“Corrier Boy” dal n. 3 al n. 14
Testi di Tiziano Sclavi
Disegni di Paolo Morisi

Sebastian Azteca (ex agente segreto), Rosebud Serse (una ladra ipnotizzatrice) e Benjamin Ditko (un cantautore) vengono rapiti da uno strano tizio, incappucciato con un saio dalla testa ai piedi (foto a fianco). Un monaco? Macchè… Bibliotecario. Nel senso che si fa chiamare così: Il Bibliotecario. Ma mica è un vero bibliotecario, intendiamoci bene. È solo “Il Bibliotecario”. Chiaro, no?

Poi c’è STEVENSON 2001, un computer, ma non uno qualsiasi. Un cervello meccanico che sa tutto e sa fare tutto (un cervellone!), perfino viaggiare nel tempo. Ma questo è niente! Grazie a STEVENSON pare sia possibile, addirittura, svelare il destino che attende l’umanità. Una robetta da nulla.

C’è solo un piccolo problema: che al formidabile STEVENSON mancano alcuni dati indispensabili che si possono ricavare solo per mezzo del Disco Iperboreo, un antichissimo “coso” di pietra i cui sette frammenti sono sparsi in giro per il mondo, in tempi e luoghi diversi.

Capirai, con una macchina del tempo a disposizione che ci vuole, dite voi… Già, un lavoro di tutto riposo… per Il Bibliotecario! Dato che l’ingrato compito di andare a caccia del fantomatico disco di pietra, a chi tocca? Proprio ai tre baldi giovanotti di cui sopra, prelevati e spediti dal bieco figuro a spasso nei secoli, in epoche antichissime, in luoghi mitici e leggendari: dalla piramide di Cheope alla città sommersa di Atlantide, dal monte Olimpo alla nave di Ulisse. Tutto alla velocità della luce e senza sborsare neanche un centesimo. Comodo così.

Le storie

1977
- Capitolo 01, “Corrier Boy” n. 3
- Capitolo 02, “Corrier Boy” n. 4
- Capitolo 03, “Corrier Boy” n. 5
- Capitolo 04, “Corrier Boy” n. 6
- Capitolo 05, “Corrier Boy” n. 7
- Capitolo 06, “Corrier Boy” n. 9
- Capitolo 07, “Corrier Boy” n. 11
- Capitolo 08, “Corrier Boy” n. 13
- Capitolo 09, “Corrier Boy” n. 14

Incredibile ma vero!

38.000 ANNI PRIMA DI CRISTO
Si prospetta un viaggetto interessante per i nostri eroi, teletrasportati da STEVENSON proprio al centro dell’azione dove il gioco si fa duro (guarda la fortuna alle volte!), in mezzo ad esplosioni di meteore, armi laser, astronavi fuori controllo… Armi laser, astronavi impazzite? Ma non si era detto, giusto un attimo fa, “epoche antichissime”? Vabbè, ma che c’entra: questa è fantascienza! Più o meno la stessa cosa dell’Ulisse di Lob e Pichard, avete presente? Col mostruoso robot gigante Polifemo che spara raggi fotonici tipo Goldrake! Be’, anche Sclavi non è da meno, quando ad un certo punto fa esclamare ad uno tre tre esploratori del tempo, sconcertato: “Un astronave… 38.000 anni prima di Cristo!”

NOTE:
Dall’Ulisse di Lob e Pichard, Polifemo (sopra) non vede di buon occhio Ulisse e i suoi compagni. Chissà perché. Ma soprattutto: come diavolo parla?