Non chiudetemi gli occhi, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non vedrò più;
non chiudetemi la bocca, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non parlerò più.Non ditemi niente, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non sentirò più;
non ditemi torna, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non tornerò più.Non mettetemi le scarpe, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non camminerò più;
non mettetemi il vestito, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non mi vergognerò più.Non seppellitemi, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non uscirò più;
oh, no, non seppellitemi, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non uscirò più.Non mandatemi baci, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non amerò più,
non mandatemi fiori, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché non li odierò più.Non pregate per me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché Dio non ci sarà più;
ma no, non pregate per me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché io non ci sarò più.Non piangete per me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché io non piangerò più;
non piangete per me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché io non riderò più.Non ricordatevi di me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché io vi ricorderò più;
non ricordatevi di me, quando sarò morto,
non ne avrò bisogno, perché io non ricorderò più.Ma vivete ancora, quando sarò morto,
ne avrò bisogno, perché io non vivrò più;
oh, sì, vivete ancora, quando sarò morto,
ne avrò bisogno, perché io non morirò più.
Tiziano Sclavi – “Nel buio” (Camunia, 1993)

Illustrazione di Sergio Gerasi.
