Browse By

Mostri

Mostri (Camunia editrice, 1994).
L’edizione Camunia presenta la versione integrale del romanzo, precedentemente apparso in forma ridotta nel 1985 su “Il Belpaese” n. 2.
Scritto nel 1977.
Vincitore del Premio Scerbanenco 1994.
Copertina di Max Casalini, 149 pag.

DESCRIZIONE:
Lo scrittore si incarna nei suoi personaggi?
A proposito dei due protagonisti dell’ormai celebre suo Dylan Dog, Tiziano Sclavi ha dichiarato: “Io non sono né Dylan né Groucho: io sono i mostri”; i mostri del romanzo che qui presentiamo non sono alieni, ma emarginati, creature da Cottolengo, menomati fisici, freaks, creature da baraccone circense.
Mostri, romanzo di vita ospedaliera, ha per protagonisti Ciccio, Sam, Gnaghi – un nano, un uomo senza arti e un handicappato mentale – che lottano contro la malattia, il dolore e l’infelicità, e per coprotagoniste Ilde, Marisa, Maria – le infermiere un po’ streghe e un po’ fate – che scoprono che la sofferenza è il reagente che produce voglia di vivere. Nell’ospedale di Sclavi si aggirano anche fantasmi e ci tornano a vivere i morti “perché non hanno altro posto dove andare”. A prima vista, l’ospedale appare un inferno, ma gli ospiti vi conducono un’esistenza che, da penitenziale, si fa salvifica. Mostri è una commedia umana, allucinata e tragica, che mette in scena, dopo l’orrore, la pietà: i freaks di Sclavi sfidano la solitudine. Valentino Bompiani, che lesse in rivista un’anticipazione di questo romanzo nel 1988, definì Sclavi, sul quotidiano “Reporter”, “un giovane scrittore iperrealista-surrealista di talento”.
Questo volume presenta il romanzo – nel frattempo diventato, per gli appassionati lettori di Sclavi, opera di culto – nella versione integrale che, per il suo realismo visionario e il suo surrealismo nero, sarebbe sicuramente piaciuta anche a Calvino e Fellini, a Buzzati e Queneau.

Dalla quarta di copertina di “Mostri” (Camunia, 1994)

NUOVA EDIZIONE
Versione illustrata di Mostri (Edizioni BD, 2010).
Disegni di Federico Maggioni, 169 pag.

«…Eh, questa è una cosa mia di tutta la vita, che non ti so neanche spiegare bene… Sì, ho avuto anch’io i miei problemi personali come tutti, credo. Ma al di là di questo, mi sono sempre identificato nei mostri, nei freaks, e ho sempre pianto per alcuni miei film mitici: “Freaks” di Tod Browning appunto, “The Elephant Man”… queste robe qui… ecco, “La mosca” di Cronemberg, cioè la storia della mia vita! Senz’altro è anche una maniera di stare dalla parte della minoranza, perché io ho sempre tenuto per la squadra che perde, per il più debole insomma».
Tiziano Sclavi – “Griselda Online”, 2003

Freak Show

Ciccio guardò nella stanza numero due.
Nel primo letto c’era un uomo che aveva una gamba enorme, grande dieci volte l’altra. Le dita erano protuberanze carnose senza unghie.
Nel secondo letto c’era un uomo con la testa a pera, le orecchie grosse e il naso molto lungo. Poteva essere la caricatura di un indiano d’America. Sulle labbra aveva un sorriso.
Nel terzo letto, un letto matrimoniale, erano due fratelli siamesi, attaccati con lo stomaco. Avevano solo tre gambe e due braccia.
Ciccio spense la sigaretta in un vaso e tornò nella sua camera. Gnaghi dormiva. Sam era sveglio e gli disse:
«Fatto un bel giro?»
«Una goduria.»
Si mise a letto. Sam gli domandò ancora:
«Che tipi ci sono nelle altre stanze?»
Ciccio alzò le spalle e rispose:
«Gente.»
Tiziano Sclavi – “Mostri” (Camunia, 1994)

NOTE:
In alto: “Freaks” di Tod Browning (1932), pellicola alla base del romanzo di Tiziano Sclavi. Occhio alla foto: alla destra del nano vestito di tutto punto, in giacca scura e papillon, c’è Johnny Eck (l’attinenza con “Johnny Freak” è tutt’altro che casuale), soprannominato il “re dei freaks”, cioè, come dire il “re dei mostri”. Niente male il titolo. Però pure sentirsi chiamare il “re dei mostri”, uno non sa se mettersi a ridere o piangere…