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Apocalisse

Apocalisse (Camunia editrice, 1993).
Versione definitiva di Guerre terrestri. Conosciuto anche con il titolo Il nemico, nella versione pubblicata a puntate sul “Corriere della Sera” nel 1992.
Copertina di Angelo Stano, 262 pag.

DESCRIZIONE:
Un romanzo fantahorror di progressiva inquietudine, una narrazione incantata e insieme allucinata: la sua suspense subliminale e ipnotica ricorda quella de “Gli uccelli” di Hitchcock.
L’apocalittica avventura del romanzo è vissuta da una giovane coppia e dai loro vicini di casa mentre sono in vacanza in un paese lombardo. In questo Eden cade goccia a goccia l’angoscia, scandendo, a colpi di esplosioni e drammatiche metamorfosi, quella che potrebbe essere la fine del mondo.
Tiziano Sclavi tira, come sempre, i fili del mistero e dello sconcerto metafisico con disincantata bravura: l’horror di Sclavi è insieme sociologico e onirico, disperato e romantico.

Dalla quarta di copertina di “Apocalisse” (Camunia, 1993)

PRIMA EDIZIONE
Guerre terrestri (Rusconi, 1978).
Prima versione di Apocalisse con finale differente (anche se “è stato aggiunto all’ultimo momento, e non c’entra niente” cit. T. Sclavi).
Copertina di Karel Thole (WOW!), 142 pag.

«La fine del mondo, confesso, è un desiderio. Spero che accada. Questo mondo non mi piace. È un mondo che non solo ha reso infelici i miei personaggi, i miei mostri, ma anche me che mi sento uno di loro. Credo fra l’altro che questo desiderio della fine del mondo sia condiviso anche da altri. Ma forse un simile atteggiamento rivela una forma di egoismo, perché chi non desidera che il mondo finisca assieme a lui?»
Tiziano Sclavi – “Il Messaggero”, 1993

Il tuono dell’Apocalisse

«Francesco…»
«Mm?»
«Cosa sta succedendo?»
Le sollevò la testa con un dito sotto il mento, la guardò e tentò di sorridere.
«Cosa vuoi che stia succedendo?»
«Prima il pipistrello, poi le bisce e adesso questo. Hai capito quello che voglio dire.»
«Che stupida… Siamo in campagna, sai? E in campagna ci sono gli animali. Sono cose che possono capitare.»
«Non tutte insieme… Sembra… sembra che si siano messi d’accordo…»
«Sì, come no? Ci hanno dichiarato guerra.»
Le baciò la fronte.
«Sono coincidenze, e lo sai benissimo anche tu.»
Cora scosse la testa, sorrise con gli occhi lucidi.
«Scusa… sono proprio una stupida…»
«E il fornello? E il giradischi? E la serranda? Anche gli oggetti si sono messi contro di noi?»
«Adesso non prendermi in giro.»
Ci fu un chiarore improvviso, rapidissimo, spettrale. La stanza mostrò tutto il suo squallore.
Poi il tuono, un’esplosione.
Tiziano Sclavi – “Apocalisse” (Camunia, 1993)

NOTE:
Dalle primissime pagine de I labirinti del grandissimo Guido Buzzelli: la fine del mondo! Un inizio esplosivo, non c’è che dire.
Un attimo prima dell’esplosione, in una base militare segreta americana, un capo maggiore e uno scienziato, costui incaricato (e con lui mille altri come lui) di mettere a punto un nuovo, devastante ordigno bellico, avevano avuto il seguente colloquio: “Dica un po’, siamo sicuri con quelle armi nucleari? Sa, non vorrei, ehm… rimanerci secco! E poi che figura ci farei con i russi?” “Non si preoccupi, eccellenza, stia tranquillo” rispose lo scienziato affabile. “Ormai la scienza ha fatto passi da giganti, non c’è alcun pericolo. Queste armi moderne, in fondo, sono un po’ come dei giocattoli. Le assicuro, a prova di bomba!”