Film
Film (Edizioni Il Formichiere, 1974).
Primo romanzo di Tiziano Sclavi (scritto nel 1972).
Vincitore del Premio Scanno 1974.
Prefazione di Gianni Mariotti.
Copertina di Bruno Tosi, 72 pag.
DESCRIZIONE:
Un romanzo-minimal costruito con tessere di materiali diversi: il microcosmo della noia quotidiana, fantastici fattacci di cronaca, misteriosi furti di bottiglie di vino, la redazione di un giornale, dialoghi a ruota libera che incespicano nell’assurdo, il tutto con la rapidità di un cartone animato. La varia composizione degli accenti e la ripetitività delle situazioni, che tracciano un quadro divertito e amaro della realtà, sembrano voler formulare un rituale per esorcizzarla.
Dalla quarta di copertina di “Film” (Edizioni Il Formichiere, 1974)

«…Eh, no. Zombi e vampiri vanno bene, puoi dargli un pugno e via, ma il fantasma è da infarto. Non ci credo, ma il pensiero del fantasma e’ l’unica cosa che mi fa veramente paura. Ho un incubo fisso: io che mi sveglio di notte e vedo a capo del letto una donna vestita di nero, immobile e silenziosa. Se una mattina mi trovate morto d’infarto, sappiate che l’ho vista.»
Tiziano Sclavi – “Corriere della Sera”, 1998
Ghost story
«Eloisa…» mormorò Samuele. «Hai ancora quel vestito… è ancora macchiato di sangue, non vedi?…»
La ragazza si guardò e sorrise.
«Non dovresti essere qui» continuò Samuele. «È passato tanto tempo, ricordi?… Ho buttato via l‟accetta e ho lavato tutto quel sangue sulle tende… e sul tappeto… ho fatto bene, vero?»
«Sì. Sì, hai fatto bene.»
Samuele si guardò le mani.
«Ora… ora devo andare… ho tante cose da fare… sai…»
«Sì, Samuele.»
Samuele fece qualche passo, poi si voltò.
«Non… non dovresti più mettere quel vestito, Eloisa… È troppo… scollato. Si vedono tutte le ferite… il sangue…»
«Non lo metterò più.»
Samuele annuì.
«Bene… bene, proprio bene…»
La ragazza lo guardò sparire tra i libri. Poi si mosse. La sua testa ciondolò un poco sul collo, scivolò dalla gola squarciata e cadde con un tonfo.
Tiziano Sclavi – “Film” (Edizioni Il Formichiere, 1974)
NOTE:
La giovinetta in abito bianco, dai lunghi capelli e dal vitino sinuoso (complimenti per la linea! Un fisico… da urlo!) nel ritratto a destra è opera del grande Dino Battaglia, ed è presa da “Totentanz” (Milano Libri, 1972). Solo, ci sembra un pochettino sciupata, povera ragazza! Non vedete com’è pallida? Sembra un fantasma.
