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Archivi del mese: Ottobre 2018

Dopo

Dimmi, dimmi, che vorresti? – Io vorrei essere il cielo. Sarai cielo, sarai cielo e io cielo insieme a te. Dimmi, dimmi, in cosa credi? – Credo solamente in te. E io allora sarò Dio solo per creare te. Dimmi, dimmi, che vorresti? – Io

Cos’è

Di tante strade conosciute, di tante frasi risapute cos’è che mi resta non so; delle domeniche di sole piene di noia e di parole cos’è che mi resta non so; e dei tuoi giorni amica mia di solitudine e allegria cos’è che il tempo salverà,

Totentanz 2

La morte! La morte! La morte che arriva! La morte benigna, la morte cattiva! La morte! La morte! La morte sicura! La morte che dona splendore e paura! La morte che viene con il suo dolore! La morte che è cieca all’odio e all’amore! La

Foglio di Carta

Io sono il foglio di carta sulla strada, che ad ogni soffio di macchina o di camion si erge e grida credendosi una spada: io sono quel foglio di carta e niente di più. Io sono la parola scritta su quel foglio, in un momento

Il Giocatore

Quello che non dovrebbe essere e che invece è, un gioco assurdo che mi coinvolge e coinvolge te, un arabesco di allusioni e di mezze parole, una continua guerra senza un vincitore, il tuo bisogno stupido di verificarti, provare su di me fino a dove

Giorno d’Ottobre

La tenda, il vetro, si vede solo un filo nero teso tra i muri e dopo il cielo. Un camion passa un po’ più sotto, un suono strano, come un motore che gira a vuoto. I colpi lenti degli operai dentro il mulino battono un

Canzone delle Dodici Lune

Luna in gennaio, luna bianco neve, freddo spettatore che sa qual è il destino, e sempre nasce, cresce, e poi dilegua lieve: conosce il padre tempo, conosce il suo assassino. Luna in febbraio, luna mascherata, è il primo morto, che risorge e ride, balla la

Le Dieci di Sera

Le dieci di sera, prima la città e poi pian piano la campagna, luci estive e tu che parlavi in russo o in inglese, e il cielo da poterci scrivere come su una lavagna, le aperture banali e inquietanti di qualche paese. E poi macchie

Regrets

Io piango il tempo della gioventù, il pino grande sulla piazza in paese, gli amici che non ci sono più, le ore e i giorni, mese dopo mese; io piango il tempo fatto di cristallo, che si è spezzato silenziosamente, non se n’è andato su