Prima parlo io, dopo parli tu,
non ti ascolto io, non mi ascolti tu:
la nostra guerra, le mie parole,
la nostra guerra, il nostro amore…Da un cerchio all’altro la luce dei lampioni,
le mosche il piombo le viole il ghiaccio,
dall’uno all’altra le stesse discussioni,
non sempre ho voglia di fare il pagliaccio.Le risa isteriche che cerchi sul sedile,
io che guardo fuori e penso ad altro, penso
quando capivi i miei silenzi vili
e capivo io la tua gioia e il senso.Adesso invece ci serve una serata,
un film, gli amici, per non ricordare
una cosa che abbiamo già scordata,
abbiamo perso la voglia di giocare.Così passa il tempo e mi sorprendo ancora,
dopo tanto tempo, a pensare a me,
mi hai tirato fuori ma ricado ora
dentro il cerchio chiuso prima di te.No, non è egoismo, forse è nostalgia,
voglia di stringere ciò che è andato via,
e poi mi sembra inutile dirti i miei pensieri:
ricordi, amore: te li ho già detti ieri.È notte ormai, andiamo a casa,
dormi se vuoi, dormi, riposa,
sale la nebbia dai due navigli,
batte sul vetro e resta lì,
le mezze luci non vanno oltre
due paracarri, un vecchio ponte:
scompare tutto, tra cielo e terra,
il nostro amore, la nostra guerra…
Tiziano Sclavi – “Nel buio” (Camunia, 1993)
Illustrazione di Emiliano Tanzillo.
