La Ballata degli Impiccati

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Fratelli umani, che dopo noi vivete,
non abbiate per noi il cuore indurito,
perché se pietà di noi miseri avete
ricorderà Dio di avervi sentito.
E qui pendiamo, appesi all’infinito:
la nostra carne che fu troppo amata
ora col tempo dal tempo è scavata,
le nostre ossa saranno monconi,
il vostro saluto non sia una risata:
pregate il buon Dio che tutti perdoni!

Se vi chiamiamo fratelli dovete
aver pazienza: subimmo gli strali
della giustizia, ma voi lo sapete,
per lei non son tutti gli uomini uguali.
Perdono, pregate, voi ancora mortali,
la Vergine e i santi sui fulgidi troni,
che la loro grazia non sia già finita,
che ci salvino all’orlo dei neri burroni.
Noi siamo morti, la vita è fuggita:
pregate il buon Dio che tutti perdoni!

La pioggia abbastanza ci ha ormai dilavati,
il sole ci annera e ci rinsecchisce,
il corvo furioso, gli occhi cavati,
la barba e il ciglio col becco ghermisce.
E il vento inclemente ritorna e riviene
e ondeggiano i corpi, ricordi di pene,
trafitti dai colpi, trafitti dai suoni,
e voi che vivete non volgete le schiene:
pregate il buon Dio che tutti perdoni!

Principe altissimo, che tutto puoi fare,
nel fuoco e nel buio non ci scagliare,
benché non possiamo offrirti più doni.
Uomini, adesso non c’è da scherzare:
pregate il buon Dio che tutti perdoni!
Tiziano Sclavi – Dylan Dog Gigante n. 1, “Totentanz”, 1993

Illustrazione di Giampiero Casertano. Da Dylan Dog Gigante n. 1, “Totentanz”, 1993.

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