…E questa è la ballata del mondo spazzatura,
di sogni troppo brevi, comprati e poi buttati,
di sentimenti vari, d’amore e avventura,
di ore già scordate, di giorni già passati…Con i giornali vecchi se ne vanno le parole
che solenni e gravi raccontavano la Storia,
o forse solo storie, colpi di pistole,
che attraversano il cervello, e non ne resta la memoria.Lettere d’amore, fogli accartocciati,
ricordi di una vita, o solo di una sera,
amori ormai finiti, amori sterminati,
amori grandi come la grande pattumiera.Un mare di usa-e-getta, hi-tech a non finire,
alta tecnologia e bassa umanità,
giocattoli per grandi, che non facciano capire
che i giochi sono fatti e niente ormai più va’.Abiti firmati che andavano di moda
due o tre ore fa, e in questo mondo nudo
è giusto forse che almeno il sarto se la goda,
vestendo col suo niente il mio niente, e io m’illudo.M’illudo che qualcosa non sia da buttare,
che qualche cosa resti, magari solo il grido
di follia e libertà, di speranza di cambiare
di un uccello che riesce a volare via dal nido.Mah, certo resteranno per un bel po’ ancora
continenti di rifiuti dopo che saremo morti,
per testimoniare che tutto va in malora,
che eravamo da buttare e non ce ne siamo accorti.Ma da questa ballata del mondo spazzatura
conservo se non altro quel grido via dal nido,
ali ancora incerte sotto un cielo di paura:
“Non so se c’è un futuro, ma volando io lo sfido”.
Tiziano Sclavi – Dylan Dog n. 109, “Il volo dello struzzo!”, 1995
Illustrazione di Giovanni Freghieri.
