Settimana

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E torna il lunedì con l’usata paura
di un’altra settimana da attraversare,
con l’atmosfera pesante e scura
di un universo ancora da creare.
Paura della gente, del lavoro, di tutto,
senza niente da attendere o da sperare,
se non la sera paludata a lutto,
per andare a letto, dormire e mal sognare.

E il martedì non è poi molto diverso,
forse ancora peggio, più buio ancora.
È il giorno che somiglia a un monte perso
in una pianura immensa, dalla notte all’aurora.
Un monte da scalare disperatamente,
rompendoti le unghie per artigliare la pietra,
e arrivare in cima, e al di là non c’è niente,
solo un’altra giornata uguale, più tetra.

E mercoledì porta un filo di speranza
che non sai neanche dire cos’è, una luce
subito spenta e poi riaccesa e spenta in una stanza
senza porte e finestre, a cui tutto si riduce.
E la luce, le luci non sono altro che fosfeni
nei tuoi occhi chiusi per non vedere,
il tempo che passa, i suoi mali e i suoi beni,
illusori come il miraggio in cui rischi di cadere.

E il giovedì è il miraggio, giovedì l’amore:
non si sa perché, ci si trova, si esce in compagnia.
Dopo il tormento del giorno, un altro dolore:
tenere per mano qualcuno che andrà via.
E la settimana è giunta ormai alla sua metà
e senza farsi accorgere ti ha inghiottito,
sei su una strada che viene dal niente e va di là,
ma dov’è il niente? dov’è là? e dove sei finito?

E viene il venerdì e ti sembra gioioso,
l’ultimo giorno della grande salita,
già pensando a far niente, pregustando il riposo
dopo aver tanto camminato sull’orlo della vita.
Forse è l’unico giorno che riesci a non pensare,
forse è l’unico regalo che gli dei ti fanno,
prima di arrestarti ancora e di nuovo condannare
a riprendere il cammino con lo stesso affanno.

E sabato, e domenica, due vuoti nel vuoto,
vuoti a rendere, questo s’intende,
nel tuo sguardo fisso il tempo sembra immoto,
ma ti ha lasciato solo un attimo, e ti riprende.
E l’ultima sera ti ricorda il tutto e il niente
di cui avrai paura, che ti aspetta lì,
a un passo, al nuovo inizio, nella tua mente,
dell’angoscia oltre il buio, nel buio lunedì.
Tiziano Sclavi – “Nel buio” (Camunia, 1993)

Illustrazione di Giampiero Casertano.

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