La porta era massiccia, e qualsiasi sforzo per abbatterla fu vano.
«Probabilmente» disse Francois «è chiusa col chiavistello oltre che con la chiave. Dovremmo chiamare un fabbro.»
«Non c’è tempo» disse Jacques deciso. «C’è un’ascia?»
«Sì, certo. La vado a prendere.»
Il corridoio intanto si era riempito di tutti gli altri membri della famiglia. Nessuno osava parlare, tutti stretti da un angoscioso senso di disagio.
Francois arrivò con l’ascia e Jacques, con pochi colpi, riuscì a fare un buco abbastanza largo per introdurre il braccio e aprire la porta dall’interno.
La stanza era nel più perfetto ordine. Il letto non era stato toccato, ogni cosa era al suo posto. I libri sul comodino, il bicchiere di latte, gli scaffali senza un filo di polvere. Sul tappeto, supino, giaceva il barone Fourier, con un pugnale piantato nel cuore.
Tiziano Sclavi - “I misteri di Mystère” (Bietti, 1974)
NOTE:
Nell’immagine in alto, un delizioso omaggio ad Edgar Allan Poe in un bel disegno di Tiziano Sclavi.
