Un telefono che suona. È nero, di vecchio tipo, ma questo non ci fa capire in che epoca siamo, che non ci sono più epoche.
Dellamorte è sotto la doccia e non lo sente. Gnaghi, che ha appena finito di costruire il teschio di plastica fosforescente, risponde e dice:
«Gna.»
Il telefono dice:
«Buongiorno a lei. Sono del centro informazioni. Posso darle qualche informazione?»
«Gna.»
«La mia trasmissione preferita è “La ruota della fortuna”. Alle prossime elezioni voterò per il centrodestra e quello che mi colpisce di più in una donna sono le mani.»
«Gna.»
«Ha preso nota?»
«Gna.»
«Il centro informazioni la ringrazia per la gentile collaborazione. Buongiorno.»
«Gna.»
Gnaghi riappende e va a smontare il teschio di plastica.
Dellamorte arriva dal bagno asciugandosi i capelli con una salvietta.
«Ancora stai a fare quel coso? Ma non ce la fai. Non ce la faccio io che sono un genio, figuriamoci tu che sei un idiota.»
Gnaghi fa l’offeso e dice:
«Gna!»
«Ma che t’importa? Anche se fosse il contrario, siamo tutti morti. Non è che un idiota è morto di più e un genio di meno. Mangiamo tutti per digerire il bicarbonato.»
Gnaghi incrocia un po’ gli occhi alzando i sopraccigli e lo guarda che si siede e si accende una sigaretta.
«Gna?»
Tiziano Sclavi – “Non è successo niente” (Mondadori, 1998)

NOTE:
Illustrazione di Claudio Villa: eccolo la, Francesco Dellamorte (in questo romanzo c’è anche lui!) ha fatto una nuova conquista. Ma come farà? Le donne cascano ai suoi piedi, letteralmente.
