Via dalla pazza folla

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La strada si era ristretta, i muri in alto incurvati fino a formare una galleria. E l’uscita, là, non era niente più di un buco. Oltre quel buco, Stavros lo sapeva, c’era il vero pericolo: la piazza. Almeno sessanta metri allo scoperto, al sole, senza un riparo. La sua casa era una meta lontanissima.
Forse non c’è nessuno, pensò asciugandosi ancora, forse la piazza è vuota. Emerse nella luce abbagliante e il suo cuore vomitò. Gente, gente dovunque, alla fermata del tram, seduta ai tavolini di un caffè, sulle aiuole. Decine, centinaia di teste che si girarono all’unisono verso di lui, centinaia di bocche macchiate di sorriso.
Stavros sentì il cervello premergli contro la scatola cranica, le sue gambe si muovevano ormai da sole, a scatti. Ecco il palazzo, là, bianco, dalle curve dolcissime, ecco il suo ventre, ecco il triangolo nero della porta, oltre il più lontano orizzonte.
Divenne a un tratto lucido, razionale. Devo creare un diversivo, pensò, sorprenderli, disorientarli. E intanto girava gli occhi, e dovunque incontrava altri occhi. Poi tutti cominciarono a muoversi, lentamente, senza fretta, con quel sorriso, quell’osceno sorriso.
Tiziano Sclavi – “Sogni di sangue” (Camunia, 1992)

NOTE:
In alto, illustrazione di Barry Jackson dalla copertina dell’album “Boys in Heat” dei Britny Fox. Come sarebbe a dire chi sono i Britny Fox e cosa c’entrano con Tiziano Sclavi? Ancora non avete capito che il sito è una valanga di citazioni continua? E poi i Britny Fox sono forti! Si può sapere, voi altri, che razza di musica ascoltate?

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