Aria di Baker Street

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Aria di Baker Street (“CdR” n. 10 1975) è solo una delle tante storie degli Aristocratici che Tiziano Sclavi ha sceneggiato in collaborazione con Alfredo Castelli fra il 75/76. Stavolta, convocati niente meno che da Sherlock Holmes, o da un uomo che si firma tale, gli Aristocratici ricevono da quest’ultimo un incarico particolarmente delicato: ritrovare la formula di un’arma rivoluzionaria e micidiale prima che cada nelle mani sbagliate.

E chi poteva essere il pericoloso lestofante che, cercando di appropriarsi dei piani di una terribile arma, intende divenire il criminale più temuto d’Europa? Ma naturalmente il professor Moriarty, il Napoleone del Crimine! Chi altri se non lui, l’acerrimo nemico di Sherlock Holmes? Anche se, per essere precisi, l’impenitente farabutto che fa capolino nella nostra storia, pare, si tratti di un suo bis-bis nipote (o qualcosa del genere) che ha deciso di seguire le antiche orme di famiglia. Quando si dice “buon sangue non mente!”

Ida Lupino e Basil Rathbone in “Le avventure di Sherlock Holmes” (1939).
“Ciò che lei dice conferma i miei sospetti… L’assassino di suo marito altri non è che James, il maggiordomo.”
“Ma, mister Holmes… Veramente io e il mio povero marito vivevamo soli in casa.”
“Elementare, mia cara! Basta cercarne uno sulle Pagine Gialle, di maggiordomo. Il colpevole è sempre il maggiordomo. Il caso è chiuso.
Oh, signor Holmes! Com’è arguto, lei!”
“Bazzecole… E ora torniamo a casa. E’ quasi l’ora del te’. E poi voglio mostrarle la mia collezione di stampe cinesi. Ne rimarrà estasiata.”

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