Zombi!

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…Dalla terra affiora una mano putrefatta. Un dito è praticamente solo ossa.
«GNA! GNA!»
«OSTCIA!» esclama Francesco, «un altro!»
La sua mano corre alla cintura, dove abitualmente tiene infilata la pistola, sotto la camicia. Gnaghi, spaventato, si rifugia dietro di lui come un bambino.
«E HO DIMENTICATO LA PISTOLA IN CASA!»
Dalla tomba affiora, come assonnato, un cadavere in condizioni precarie. Il suo vestito scuro, quasi uguale a quello del geometra Ghigini, è pressoché intatto, ma la faccia quasi non esiste più. Un occhio smangiucchiato gli pende oscillante sulla guancia destra. Tiene le mani scarnificate avanti, come un sonnambulo.
Francesco strappa la pala a Gnaghi.
«Dai qua!»
«GNA!»
Il cadavere avanza verso di noi con le braccia tese, barcollando.
Con la pala di taglio, come una scure, Francesco lo colpisce in testa. La lama affonda fino al naso. Il rumore che produce e più o meno:
THUD!
Il cadavere apre l’unico occhio e guarda stupito. Poi cade come svuotato. Puntellandogli la testa con un piede, Francesco gli estrae la pala dal cranio. E andata talmente in profondità che deve muoverla a destra e a sinistra facendo scricchiolare le ossa. Alla fine, scatta fuori con un
PLOP.
Francesco porge la pala a Gnaghi. Gli dice:
«Pensaci tu»,
e intanto va via.
Viene verso di noi. Ha la solita espressione, si accende una sigaretta.
Tiziano Sclavi – “Dellamorte Dellamore” (Camunia, 1991)

NOTE:
Sopra: illustrazione di Derek Riggs.
Il tizio allampanato (in alto) ha alcune rimostranze da far presente al concierge dell’hotel circa l’esposizione, del tutto sbagliata, del suo appartamento. È inaccettabile, lui aveva espressamente richiesto una suite extralusso con vista sul mare, e non quel tugurio. Fa bene ad arrabbiarsi. Sembra un loculo, sembra…

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