«Eloisa…» mormorò Samuele. «Hai ancora quel vestito… è ancora macchiato di sangue, non vedi?…»
La ragazza si guardò e sorrise.
«Non dovresti essere qui» continuò Samuele. «È passato tanto tempo, ricordi?… Ho buttato via l’accetta e ho lavato tutto quel sangue sulle tende… e sul tappeto… ho fatto bene, vero?»
«Sì. Sì, hai fatto bene.»
Samuele si guardò le mani.
«Ora… ora devo andare… ho tante cose da fare… sai…»
«Sì, Samuele.»
Samuele fece qualche passo, poi si voltò.
«Non… non dovresti più mettere quel vestito, Eloisa… È troppo… scollato. Si vedono tutte le ferite… il sangue…»
«Non lo metterò più.»
Samuele annuì.
«Bene… bene, proprio bene…»
La ragazza lo guardò sparire tra i libri. Poi si mosse. La sua testa ciondolò un poco sul collo, scivolò dalla gola squarciata e cadde con un tonfo.
Tiziano Sclavi – “Film” (Edizioni Il Formichiere, 1974)

NOTE:
La giovinetta in abito bianco, dai lunghi capelli e dal vitino sinuoso (complimenti per la linea! Un fisico… da urlo!) in alto è presa dal capolavoro di Sclavi & Roi, “Il fantasma di Anna Never” (Dylan Dog n. 4, 1987). Solo, ci sembra un pochettino sciupata, povera ragazza! Non vedete com’è pallida? Sembra un fantasma.
